Biografia

Futur-Espressionista

C’è un altro aspetto, nell’evoluzione stilistica di Depero, che va osservato con attenzione. Dal 1914 sino al 1917 oltre che nelle sue sperimentazioni astratte ed in lavori teatrali (come vedremo) l’artista si impegna anche nella redazione di un certo numero di crudi disegni a china ad effetto quasi xilografico.

C’è un altro aspetto, nell’evoluzione stilistica di Depero, che va osservato con attenzione. Dal 1914 sino al 1917 oltre che nelle sue sperimentazioni astratte ed in lavori teatrali (come vedremo) l’artista si impegna anche nella redazione di un certo numero di crudi disegni a china ad effetto quasi xilografico.

Questi disegni, piuttosto che avvicinarsi a modalità tipologicamente futuriste, muovono ancora dall’esperienza dei grotteschi e mostrano evidenti aperture al panorama della grafica espressionista così come, probabilmente, vista sulle pagine di “Das Kunstblatt”, “Die Aktion” o “Der Sturm” (con il quale in seguito collaborerà) (1), giornali dei quali, dati i continui rapporti con gli ex compagni della Scuola Reale (ora studenti a Monaco oppure a Vienna), aveva probabilmente buona conoscenza. E se, da una parte, riferimenti ai lavori di Karl Schmidt-Rottluff, Conrad Felixmüller, Ernst Ludwig Kirchner, sono certo ravvisabili, va anche detto che Depero sviluppa immediatamente un suo codice grafico che coniuga modalità tipologiche espressioniste a tematiche (a volte) futuriste, ma che è invece immediatamente riconoscibile come stile deperiano.

Si tratta di un particolare segmento della sua produzione che, proprio in relazione alle caratteristiche di quasi unicità del suo lavoro, pone l’artista roveretano tra i nomi più interessanti nell’ambito del panorama della produzione grafica italiana del tempo.

Questi disegni, piuttosto che avvicinarsi a modalità tipologicamente futuriste, muovono ancora dall’esperienza dei grotteschi e mostrano evidenti aperture al panorama della grafica espressionista così come, probabilmente, vista sulle pagine di “Das Kunstblatt”, “Die Aktion” o “Der Sturm” (con il quale in seguito collaborerà) (1), giornali dei quali, dati i continui rapporti con gli ex compagni della Scuola Reale (ora studenti a Monaco oppure a Vienna), aveva probabilmente buona conoscenza. E se, da una parte, riferimenti ai lavori di Karl Schmidt-Rottluff, Conrad Felixmüller, Ernst Ludwig Kirchner, sono certo ravvisabili, va anche detto che Depero sviluppa immediatamente un suo codice grafico che coniuga modalità tipologiche espressioniste a tematiche (a volte) futuriste, ma che è invece immediatamente riconoscibile come stile deperiano.

Si tratta di un particolare segmento della sua produzione che, proprio in relazione alle caratteristiche di quasi unicità del suo lavoro, pone l’artista roveretano tra i nomi più interessanti nell’ambito del panorama della produzione grafica italiana del tempo.

Note

  1. Precisamente nel 1922 (nel numero 7/8).

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